“PICCOLE DONNE” DI LOUISA MAY ALCOTT

– Mamma, dimmi, è vero che hai dei progetti? – chiese Meg.
– Sì, cara; ogni madre ha dei progetti ma i miei differiscono molto da quelli della signora Moffat – rispose la signora March. – Io desidero che le mie figlie siano belle, istruite e buone; che siano amate e rispettate e che conducano una vita priva di dolori, una vita felice. La cosa più bella a cui può aspirare una donna è quella d’essere scelta ed amata da un uomo buono e onesto. Per questo, dunque, dovete prepararvi a questa vita nuova, in modo che quando verrà il momento, vi sentiate in grado di meritarla. Io non chiedo per voi né ricchezze né onori, perché so che non servono a nulla. Ma lasciate queste cose al tempo; cercate di essere felici nella casa paterna, apprenderete così ad esserlo nella vostra, se ne avrete una. Ricordatevi di una cosa: la mamma sarà sempre la vostra confidente, il babbo, il vostro più caro amico, e ambedue speriamo che le nostre figlie, maritate o nubili, saranno l’orgoglio e il conforto della nostra vita.

Piccole donne di Louisa May Alcott è, senza dubbio, il libro della  mia infanzia. Questa edizione vecchissima la ricevetti come regalo di compleanno da parte della migliore amica di mia mamma circa vent’anni fa, ed è da allora che ogni tanto lo rileggo. Pubblicato nel 1868,  si tratta del romanzo più celebre della scrittrice, dal quale sono stati tratti numeri film e cartoni animati. Il racconto credo sia noto ai più. Le protagoniste del romanzo, considerato un classico della letteratura per l’infanzia, sono Meg, Jo, Beth e Amy, conosciute come le quattro sorelle March, rimaste sole con la madre in quanto il padre, sacerdote, è partito come cappellano durante la Guerra di Secessione Americana. Le ragazze, nel pieno dell’adolescenza, imparano ad affrontare la vita e tutti i problemi che mette loro di fronte, a smussare i propri difetti e ad essere felici – ad esserlo per davvero e senza pretese, apprezzando quello che la vita li ha già regalato.


PICCOLE DONNE
di Louisa May Alcott

Casa editrice: Giunti Junior
Lunghezza: 416 p.
Formato Kindle: € 0,49. 
Copertina Rigida: € 5,86
Copertina Flessibile: € 7,22

VOTAZIONE: *****

 


I motivi per cui adoro questo libro sono diversi. Sicuramente gioca un ruolo fondamentale il legame emotivo che ho con questo libro, perché i ricordi che risveglia in me ogni volta che lo prendo in mano sono troppi per poterveli raccontare qui. Ma altrettanto importante è il modo in cui la Alcott ha raccontato queste giovani donne, riversando in loro molto della sua vita personale. Piccole donne  è un libro pensato e scritto per le giovani donne dell’epoca – è per questo, dunque, è molto politically correct – e attraverso ognuna di loro la scrittrice vuole dare un messaggio ben preciso. Ed è proprio questo uno degli aspetti di questo romanzo che mi ha sempre colpita: riconoscere in queste ragazze un archetipo femminile ben preciso, eppure vederle cambiare, crescere, restando sempre fedeli a se stesse e alla propria identità. Non capita anche a noi infondo? Di cambiare ma di rimanere sempre noi stessi? Questo è proprio il messaggio che più mi piace di questo libro e che più faccio mio: cambiare senza mai snaturarmi, senza mai rinunciare a me stessa, alle mie radici, ai miei sogni. Ed è proprio questo il motivo per cui credo che tutte le ragazzine dovrebbero leggerlo. Per ricordare loro che il confronto con gli altri non ha valore, soprattutto se poi non riconosci gli occhi che ti guardano allo specchio.

Appoggiata alla spalliera del divano, lesse attentamente il manoscritto, aggiungendo qua e là una quantità di punti, virgole e punti esclamativi che avevano l’aspetto di tanti palloncini. Legò le cartelle on un nastro rosso e contemplò il pacchetto, pensando con quanto impegno aveva la votato. Il ripostiglio di Jo era una vecchia cugina di ghisa appoggiata al muro. Essa vi conservava tutte le sue carte e i pochi libri che aveva per tenerli lontani dai dentini aguzzi di Scarabbe, il topo, che aveva tendenze letterarie ed era sempre pronto a divorare manoscritti. Dal ripostiglio, Jo trasse un manoscritto e, mettendoseli in tasca tutti e due, scese silenziosamente, lasciando che i suoi amici rosicchiassero le penne e assaggiassero il suo inchiostro. Facendo il più piano possibile, si mise il cappello e la giacca e, scavalcato il parapetto d’una finestra sul dietro della casa, appoggiò i piedi sul basso tetto del porticato, si lasciò cadere sul prato e, per un sentiero, raggiunse la strada maestra. Là si ricompose, fermò un omnibus diretto in città e salì con un’aria molto allegra e misteriosa.

Sono molto felice di aver riletto questo romanzo, perché erano un po’ di anni che non lo prendevo in mano e ritrovare le sorelle March mentre sono sulla soglia della trentina, beh, è tutta un’altra storia.

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Chiara Nicolazzo ha detto:

    Beh, prima il libro, senza dubbio! Fammi sapere cosa ne pensi!

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  2. illettorecurioso ha detto:

    Ho in casa questo libro da un po’ ma devo ancora leggerlo. Ho anche registrato la serie della BBC ma devo ancora guardarla. Non so se leggere prima il libro o guardarla!

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  3. Chiara Nicolazzo ha detto:

    Già vista e amata ala follia ❤️

    Piace a 1 persona

  4. Ti consiglio la serie della Bbc, da poco trasmessa! Ben fatta e abbastanza fedele al romanzo!
    Questa è stata anche la mia edizione, letto e riletto!😍😍

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