“DONNE CHE COMPRANO FIORI” DI VANESSA MONFORT

Mentre scendevo lungo calle Huertas schivando gli spazzini che stavano pulendo e chiedendomi cosa mi fosse appena successo, per la prima volta mi resi conto che fino ad allora nella mia vita non avevo mai improvvisato. Per qualche motivo avevo sempre pensato che la mia spontaneità sarebbe stata pericolosa e il mio intuito fallace.
Ormai, però, sapevo che la mia vita era uno spettacolo senza prove, una prima senza una seconda chance. Me lo aveva insegnato la tua scomparsa. E me lo ha confermato quest’estate che mi ha cambiato la vita.
Si va in scena senza trucco e senza sapere la parte. E io avevo sempre avuto il terrore del palcoscenico. Forse era questo il motivo per cui non avevo preso mai molte decisioni. Per questo preferivo che le prendessi tu, mentre io ero la tua comparsa. Era molto più facile affidare a un altro il ruolo da protagonista della mia vita. Per non attirare troppo l’attenzione casomai avessi commesso un errore in uno dei miei monologhi, per non farmi notare alla critica: toccava a chi aveva una parte importante cavarmi di impaccio. Non si trattava più di essere la protagonista, ma un personaggio secondario nello spettacolo della mia stessa vita.

Donne che comprano fiori di Vanessa Monfort, pubblicato nel 2016, è un romanzo che parla della necessità di trovare la propria strada. La protagonista è Marina, una quarantenne appena rimasta vedova, la quale si ritrova a dover rimettere in piedi la propria vita. Cambiando casa, e quindi quartiere, si ritrova presso il Giardino dell’Angelo, uno storico negozio di fiori di Madrid, gestito da Olivia. E’ qui che Marina trova lavoro e conosce altre quattro donne tanto diverse da lei, con le quali intraprende un percorso di guarigione e riappacificazione con se stessa. Nei tre mesi estivi in cui è ambientato il romanzo, ognuna di loro avrà modo di conoscersi, prendere finalmente delle decisioni che portano un brusco cambio di rotta, accettarsi fregandosene dei giudizi degli altri.

Olivia mi versò un altro bicchiere di vino e me lo offrì.
“Forse è arrivato il momento che Marina ci racconti la sua storia,” suggerì girando la sua sedia e accomodandosi come se si aspettasse una conferenza.
Bevvi un sorso di vino. Unii le ginocchia e allisciai varie volte il bosco del mio vestito.
In realtà è molto noiosa in confronto alle vostre,” mi scusai con la voce flebile. “Voglio dire che io non devo combattere per conciliare il mio lavoro e la mia famiglia perché non ho nessuna delle due cose e non ho neanche il dubbio se trovarmi un amante o meno. Non devo lottare contro uomini che hanno paura di me, perché non gli faccio paura; non ho neanche sofferto per amore perché sono sempre stata in coppia e non sono preoccupata all’idea di smettere di piacere agli uomini perché sono convinta che non gli piaccio.” Feci una pausa e fui sul punto di smettere di parlare, ma poi proseguii. “E ho solo cercato un capitano troppo presto e ho deciso di seguirlo. E adesso lui se n’è andato e si è portato via tutto.”


DONNE CHE COMPRANO FIORI
di Vanessa Monfort

Casa editrice: Feltrinelli
Lunghezza: 371 p.
Formato Kindle: € 9,99    
Copertina Flessibile: € 12,75

VOTAZIONE: ****

 


Le vite di cinque donne possono fare un giro di centottanta gradi contemporaneamente?
Credo di sì.
Adesso so che la risposta è sì.
Noi donne agiamo per contagio, almeno questo è ciò che pensa Gala. Quello che è certo è che noi cinque siamo entrate nella stessa inerzia, nello stesso tornado che ha pian piano inghiottito le nostre vite, le nostre frustrazioni, i nostri sogni, girando e girando sempre più veloce.

Ho iniziato a leggere questo romanzo in spiaggia e l’ho terminato di notte, alla luce dell’abat-jour. E’ strano, perché mi rendo conto che si tratta di un libro molto distante da me. La storia, tutto sommato, è abbastanza intuibile, così come i suoi risvolti, la fine che faranno tutti i personaggi. Eppure questo romanzo è stato una ventata d’aria fresca. Perché nonostante si tratti di un romanzo semplice, è anche frutto di riflessione. E io ho pensato tanto leggendo. Ho pensato al ruolo di noi donne in questa società che si dice moderna ma nella quale siamo sempre giudicate per le nostre scelte, qualsiasi esse siano. Ho pensato a quanto difficile è vivere un lutto, attraversalo, portarselo addosso, uscirne e scoprirsi ancora viva. Ho pensato a cosa significa amare, per davvero, senza riserve, e non mi riferisco solo all’amore per gli altri, ma soprattutto a quello per noi stesse, perché in fondo è il più difficile. Ho pensato alle occasioni che ci regala la vita, a come ci permette sempre di reinventarci, a tutte le volte che che ci sorprende e ci fa perdere il controllo, a quanto la maltrattiamo.

Più penso a quest’anno di lutto, più mi rendo conto di quanto non sappiamo affrontare il dolore. Tentiamo di alleviarlo. Cerchiamo il modo migliore per dare una notizia, gradualmente, nel momento giusto, in quello appropriato, tentando di evitarlo, ritardarlo o minimizzarlo. Cerchiamo di essere forti e questo equivale a voltare le spalle ai nostri sentimenti. A non dar loro voce.
E non ci rendiamo conto che l’unico modo per sfuggire al dolore è passarci in mezzo.
Una buona volta.

Il potere di Donne che comprano fiori, in fondo, credo sia proprio questo: far riflettere, ma senza troppe pretese. Perché le storie di Marina, Olivia, Victoria, Casandra, Gala e Aurora sono storie comuni, molto simili alle nostre. E allora questi personaggi diventano uno specchio. Per vedere quello che non vogliamo vedere, riconsiderarlo in una nuova prospettiva.

Bisogna amare. E amare bene. Intensamente. Anche se poi finisce.

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