“BOCCAMURATA” DI SIMONETTA AGNELLO HORNBY

Le persiane di Dana erano serrate. Quelle della zia erano socchiuse, a lei piaceva un filo di luce in camera. Tito si chiedeva perché la zia, estroversa e vivacissima nei racconti di Dante, si fosse rintanata ventunenne nella villa e perché suo padre l’avesse assecondata, trascinando nel contempo lui in quello che ora gli appariva come un baratro sociale.

Boccamurata di Simonetta Agnello Hornby, pubblicato nel 2007, è il secondo libro che leggo di quest’autrice. Rispetto a  Caffè amaro – di cui qui trovate la mia recensione – devo dire che siamo di fronte ad un romanzo totalmente diverso. Il protagonista è Tito, titolare di un pastificio a conduzione familiare, ereditato dal padre. E’ un uomo di una certa età, capostipite di una famiglia molto unita in cui ogni decisione, che riguardi il lavoro o la vita privata, viene presa tutti insieme. Sul suo passato, però, c’è un’ombra che lo tormenta da sempre. Tito è infatti cresciuto con il padre e con la zia Rachele, sorella di lui, mentre gli è sconosciuta l’identità della madre. Quando nella sua vita compare Dante, figlio di un ex compagna di collegio di zia Rachele e custode di alcune lettere che le due si sono scambiate da ragazze, per Tito diventa necessario scoprire le sue origini. Quello che ne verrà fuori è una storia d’amore da lasciare senza fiato.

“[…] Di figli illegittimi ce ne sono tanti, oggigiorno. Tu hai un blocco sulla tua nascita. Credi che il potere sia la base della tua rispettabilità. Non è così. Sei stimato per quello che sei: un uomo onesto e dignitoso.”



BOCCAMURATA
di Simonetta Agnello Hornby

Casa editrice: Feltrinelli
Lunghezza: 288 p.
Formato Kindle: € 2,99
Copertina Flessibile: € 8,07

VOTAZIONE: **

 

 


“L’amore vero brucia di dentro e non si vede, che ne può sapere una come te?”

Leggendo questo romanzo, subito dopo Caffè amaro che mi ha così colpita, devo dire che sono rimasta molto delusa. Boccamurata non mi è piaciuto per niente, semplicemente per due motivi: l’ho trovato molto noioso e la maggior parte dei personaggi mi sono risultati molto antipatici. Il problema di questo romanzo è che la storia è veramente molto bella, ma è stata raccontata molto male. La domanda che mi ronza in testa da quando l’ho terminato è solo una: perché raccontare la storia di Tito che scopre le sue origini grazie a questo Dante che spunta dal nulla, perdendo tanto, troppo parlando dei figli viziati e incredibilmente infelici, e non raccontare semplicemente la storia di un fratello e di una sorella che si innamorano, cercano per anni di combattere un sentimento che sarebbe risultato contro natura ma alla fine gli cedono e generano un figlio, decidendo di crescerlo insieme come padre e zia pur non separarsi da lui? Ecco, secondo me se Simonetta Agnello Hornby avesse impostato il romanzo in questo modo sarebbe stato tutta un’altra cosa. Sarebbe stato uno di quei romanzi per cui io perdo la testa. Voi che ne dite?

Deciso, Gaspare la distanziò. Rachele, stanca, gli arrancava dietro. L’aspettava sotto un platano, dietro di lui la corteccia – maculata, gonfia e putrescente – cominciava a staccarsi dal tronco.
“Un’ultima cosa: non una parola.” Il suo sguardo era duro.
“Io ho la bocca murata.” Dall’angolo dell’occhio le scivolò una lagrima.
“La bocca murata… Lo diceva nostra madre…”
E le passò il dito sulla guancia.

Annunci

3 commenti Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.