“TEODORA” DI MARIANGELA GALATEA VAGLIO

In collaborazione con Sonzogno Editore.

“Ma chi diavolo voglio prenderei n giro, Cirillo, eh? Cosa sono? Una puttana. Vestita come una principessa, con una bella casa e un notevole gruzzolo da parte, sì. Poso avvolgermi in stoffe preziose, comprarmi gioielli, invitare gli amici a casa mia, dare feste favolose e togliermi la soddisfazione di portarmi a letto anche l’intero Senato. Ma di nascosto, fra queste quattro mura. Quando esco, la gente mi chiama così: Teodora la puttana. Chi non è del nostro ambiente mi scansa. I patrizi che sono disposti a pagare borse d’oro per una notte con me, per strada fanno finta di non conoscermi. E le mogli che cornificano possono trattarmi come immondizia. Sono feccia per loro. E non sarò mai altro. Non in questa città, almeno.”

Sono sempre stata un’amante dei libri a sfondo storico, di quelli un po’ romanzati che intrattengono e al tempo stesso ti permettono di scoprire qualcosa che non sapevi su un determinato periodo storico. Ecco perché quando la Sonzogno mi ha raccontato di  Teodora di Mariangela Galatea Vaglio, in libreria dal 28 giugno, non ho potuto dire di no. Si tratta appunto, della storia romanzata di Teodora, moglie dell’Imperatore Giustiniano. Siamo, dunque, nella Costantinopoli del VI secolo d. C., ricca capitale dell’Impero Romano d’Oriente, dove crescono Giustiniano e Teodora, due ragazzi di estrazione sociale diversa ma destinati entrambi ad un futuro mediocre. Ma non sempre la vita ci da quello che ci aspettiamo. E saranno proprio la figlia di un guardiano del Circo e il nipote di un rozzo militare analfabeta, a diventare i nuovi Imperatori.

Costantinopoli è così, una città dove tutto è provvisorio, la fortuna e la sventura, la ricchezza e la povertà, la vita e la morte. Il suo fascino è concedere a chiunque la speranza di rivoltare in un attimo il proprio destino, ma proprio per questo è un luogo dove le più veloci ascese possono trasformarsi in vertiginose cadute.


TEODORA
di Mariangela Galatea Vaglio

Casa editrice: Sonzogno
Lunghezza: 380 p.  
Formato Kindle: € 9,99
Copertina Flessibile: € 14,45

VOTAZIONE: *****


“Parliamo francamente, dunque. Vuoi diventare imperatore?”
Giustiniano scuote la testa: “No, voglio far eleggere Giustino.”
“Quindi vuoi diventare imperatore. Solo non subito” chiosa la donna, con un sorriso ironico sulle labbra.

Ho trovato Teodora estremamente interessante, tanto da averlo divorato in una settimana. I motivi sono stati diversi.
Innanzitutto ho amato leggere un romanzo che mi permettesse di informarmi un po’ su di un periodo storico che non conosco bene, ma senza annoiarmi. Quante volte avrei voluto leggere dei saggi o dei libri di storia ma poi non l’ho fatto per paura di addormentarmi col libro aperto? Troppe. In questo senso ho trovato qui un giusto compromesso. Realtà e finzione narrativa si mischiano alla perfezione, tanto da non riuscire a definirne i confini. Si percepisce, lungo tutta la storia, che Teodora è supportato da studi storici definiti e precisi e che nulla, neanche nella finzione, è lasciato al caso.
I personaggi, poi, mi hanno molto incuriosita. Continuavo a chiedermi: Teodora era davvero così? e Giustiniano? L’autrice ha fatto sicuramente un ottimo lavoro nella definizione dei personaggi e sopratutto nel concedere a ognuno di loro, anche a quelli secondari, il proprio spazio, il tempo per raccontarsi e tracciare così un dipinto nella testa del lettore.
Infine, l’intera storia mi ha molto incuriosita, grazie agli intrecci e i sotterfugi, le spie e i complotti, i colpi di scena. Lo sfondo di quella che infondo è una semplice storia d’amore, cattura subito il lettore.

Escono. Il caos di Costantinopoli li accoglie con tutta la sua sfacciata bellezza. Le strade sono un fiume di abiti variopinti, ceste di vimini, carri, lettighe, cavali, muli, banchi di frutta, banchi di cambiavalute, bambini che gridano e corrono, donne con in capo pani, brocche o altri carichi, venditori di stoffe, vasai con la loro merce esposta, sfaccendati che vagano senza meta o siedono ai tavoli delle taverne affacciate sulla strada, venditori di cibo, pellegrini, mendicanti, soldati, mercanti, monaci, prostitute. Teodora respira a pieni polmoni l’odore di quella città, un misto di spezie, balsami, profumi, puzze: per lei quello è l’odore della vita. Ha percorso tutto l’impero, e non ha trovato nulla che possa stare in pari. Costantinopoli è sua come lei è di Costantinopoli: si appartengono reciprocamente. Dalla tendina della lettiga la guarda, la rimira, come una bimba guarda il suo gioco proferito: come Dio, forse, guarda il mondo.

Libro assolutamente consigliato: di compagnia, istruttivo, coinvolgente.

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