“UOMINI CHE ODIANO LE DONNE” DI STIEG LARSSON

Era diventato un rito che si ripeteva ogni anno. Il destinatario del fiore ne compiva stavolta ottantadue. Quando il fiore arrivò, aprì il pacchetto e lo liberò della carta da regalo in cui era avvolto. Quindi sollevò il ricevitore e compose il numero di un ex commissario di pubblica sicurezza che dopo il pensionamento era andato a stabilirsi sulle rive del lago Siljan. I due uomini non erano solo coetanei, ma erano anche nati nello stesso giorno – fatto che in quel contesto poteva essere considerato come una sorta d’ironia. Il commissario, che sapeva che la telefonata sarebbe arrivata dopo la distribuzione della posta delle undici, nell’attesa stava bevendo un caffè. Quest’anno il telefono squillò giù alle dieci e trenta. Lui alzò la cornetta e disse ciao senza nemmeno presentarsi.
“E’ arrivato.”

Quando spulciando tra gli scaffali della Feltrinelli ho scorto Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson, ho subito pensato al consiglio di lettura di Erica del blog Libretto Reviews e mi sono lanciata. Ho fatto benissimo. Si tratta di un thriller complesso, magistralmente costruito e che ho letto – nonostante la lunghezza un po’ mi spaventasse – in un paio di giorni. La storia narrata dallo scrittore svedese è intricata e misteriosa e inizia quando l’anziano industriale Henrik Vanger, quarant’anni dopo la misteriosa scomparsa della nipote prediletta Harriet, decide di affidare la ricerca della verità al giornalista Mikael Blomkvist. Ogni anno l’uomo, per il suo compleanno, riceve un dono da parte di un mittente anonimo che riapre, puntuale, la ferita mai guarita. Ossessionato da quanto accaduto, vede nel giornalista, alle prese con un momento di difficoltà nel suo lavoro, una possibilità per capire chi, della sua famiglia, ha ammazzato la ragazzina, nascondendone poi il cadavere e custodendo il segreto per tutti quegli anni. L’uomo, affiancato dalla giovane hacker Lisbeth Salander, tanto geniale quanto problematica, porterà a galla delle verità a dir poco spaventose sul conto della famiglia Vanger.

“Io ti racconterò una storia in due parti. Una tratta della famiglia Vanger. E questo è il pretesto. E’ una storia lunga e cupa, ma cercherò di attenermi alla verità nuda e cruda. L’altra parte della storia tratta del vero motivo per cui ti ho voluto qui. Credo che tu finirai per prendere un po’ il mio racconto per… pazzia. Ciò che desidero è che ascolti la mia storia fino in fondo – compreso ciò che vorrei che facessi e anche che cosa ti offro in cambio – prima di decidere se vorrai accettare l’incarico oppure no.”


UOMINI CHE ODIANO LE DONNE
di Stieg Larsson

Casa editrice: Marsilio
Lunghezza: 676 p.   
Formato Kindle: € 7,99
Copertina Flessibile: € 11,90

VOTAZIONE: *****

 


“Ecco che siamo arrivati al vero motivo per cui ti ho chiamato. Voglio che tu scopra quale membro della famiglia abbia ucciso Harriet Vanger e abbia poi dedicato i successivi trentasei anni a cercare di mandarmi fuori di senno.”

Uomini che odiano le donne è il primo capitolo della trilogia Millenium, diventata in breve un caso editoriale unico nel suo genere. Io non amo particolarmente i thriller, ma considerando che ne ho letto la maggior parte in otto ore di treno, direi che mi ha proprio rapita.
Sono diversi gli elementi che, su tutti, hanno attirato la mia attenzione.
Il principale è sicuramente la trama sapientemente intricata e costruita. Larsson ha calibrato al centimetro ogni informazione, ogni rivelazione, ogni indizio per far sì di confondere il lettore fin dove possibile. Inevitabile che, arrivati ad un certo punto, la risoluzione del mistero sia abbastanza chiara ma io, che non sono per nulla allenata in questo tipo di rompicapo, non avevo capito nulla. Un altro aspetto, a questo correlato, che mi è saltato all’occhio è che contemporaneamente si sviluppano due storie parallele ma abbastanza indipendenti: la prima è quella che riguarda il mistero della scomparsa di Harriet e le indagini per scoprire la verità, la seconda è quella che riguarda il giornalista Mikael Blomkvis, il suo lavoro e il suo rapporto con Lisbeth. Elemento curioso, questo, che a volte mi ha lasciata interdetta, mentre in altre mi ha affascinata. Quanto è complesso scrivere allo stesso tempo due storie e fare in modo che siano entrambe credibili?

Mikael cercava di mantenere le distanze dal suo compito, ma avvertiva al tempo stesso che c’erano momenti in cui anche lui restava irrimediabilmente affascinato da quel puzzle misterioso che era la scomparsa della ragazza.

Un’altra caratteristica di Uomini che odiano le donne che mi ha molto colpita è la profonda caratterizzazione psicologica dei personaggi. Ognuno di loro ha la sua personalità ben definita, ma anche il suo spazio, il tempo necessario per raccontare la propria storia e il proprio destino, i propri problemi. Larsson offre, dunque, al lettore un viaggio all’interno di ognuno di loro. Tra tutti spicca, senza ombra di dubbio, la giovane Lisbeth Salander, personaggio complesso e sociopatico, tanto disturbato quanto geniale, che diventa, pur non volendolo, il fulcro della storia, sia per la sua potenza, tale da eclissare la stessa Harriet e la vicenda della sua scomparsa, sia per il suo indiscusso aiuto nell’indagine portata avanti da Mikael Blomkvist.

Dirch Frode di Hedestad l’aveva incaricata di fare un’indagine personale su Mikael Blomkvist, che era stato condannato a una pena detentiva per diffamazione ai danni del finanziare Hans-Erik Wennerstrom. Qualche mese più tardi Henrik Vanger, anch’egli di Hedestad, entra nel consiglio d’amministrazione di Millenniu, e afferma che è in corso una cospirazione per mettere in ginocchio il giornale. Tutto questo il giorno stesso in cui Mikael Blomkvist entra in carcere. E poi la cosa più affascinante: un articolo di fondo vecchio di due anni – A mani vuote – su Hans-Erik Wennerstrom, che aveva trovato sull’edizione in rete del Monopol. In esso si diceva che Wennerstrom aveva iniziato la sua scalata finanziaria proprio nel Gruppp Vanger alla fine degli anni sessanta.
Non occorreva essere dei geni per trarre la conclusione che quegli eventi in qualche modo erano collegati. Da qualche parte gatta ci cova, e a Lisbeth Salander piaceva un sacco scovare gatte che covano. Inoltre, non aveva nient’altro di meglio da fare.

Mai mi sarei aspettata che questo romanzo mi avrebbe presa così tanto e ne sono piacevolmente stupita. Il prossimo passo è solo uno: leggere gli altri due capitoli della trilogia. Voi li avete letti? Cosa ne pensate?

“Non è uno scherzo. Questa faccenda è cominciata come un enigma storico ma ieri c’era un gatto morto sulle scale e oggi c’è stato chi ha cercato di farti saltare le cervella. Siamo sulle tracce di qualcuno.”

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