“ESPIAZIONE” DI IAN MCEWAN

Sei decenni più tardi avrebbe spiegato di quanto a tredici anni aveva trovato la propria strada attraversando l’intera storia della letteratura, partendo da fiabe che affondavano le proprie radici nel folklore popolare europeo, per passare all’azione drammatica dal semplice intento morale, e infine approdare a un imparziale realismo psicologico scoperto tutto da sola, in una mattina molto speciale durante l’ondata di caldo del 1935.

Espiazione di Ian McEwan, pubblicato da Einaudi nel 2001, è un romanzo sul senso di colpa. Sicuramente lo conoscerete grazie all’omonimo film che vede come protagonisti Keira Knightley e James McAvoy, del quale di certo non posso parlare male, perché in questo caso la voce secondo cui “il libro è meglio del film” non è veritiera. Sono due prodotti molto diversi, ma ugualmente imperdibili. La storia è quella di Briony Tallis, della sua colpa e del tentativo, durato tutta la vita, di redimersi. Il romanzo è ambientato in Inghilterra e la narrazione inizia nell’estate del 1935 quando, per errore, la ragazzina accusa Robbie, il figlio della domestica innamorato della sorella, di aver stuprato la cugina. Quella bugia condizionerà la vita di tante persone. Non solo quella di Robbie, costretto al carcere e poi a partire in guerra, e di Cecilia, la sorella che difenderà il suo amore tanto da rompere con la famiglia, ma soprattutto quella di Briony stessa, costretta a vivere con una colpa alla quale cercherà di riparare proprio attraverso le parole. Le stesse parole che l’hanno tradita.

Finalmente erano due estranei, il passato si era dissolto. Estranei anche a loro stessi, avevano scordato chi e dove fossero. La porta della biblioteca era massiccia e nessuno dei rumori consueti che avrebbero potuto trattenerli, richiamarli alla realtà, poteva raggiungerli. Robbie e Cecilia si trovavano al di là del presente, fuori dal tempo, privi di ricordi e di futuro. Restava soltanto il brivido crescente della dimenticanza, e il suono di stoffa contro stoffa, e pelle contro stoffa, mentre le loro membra si cercavano nell’inquietudine sensuale di quella lotta.


ESPIAZIONE
di Ian McEwan

Casa Editrice: Einaudi
Lunghezza: 388 p.    
Formato Kindle: € 7,99
Copertina Flessibile: € 11,90

VOTAZIONE: *****

 


Briony fu lì ad aiutarla in ogni stadio della vicenda. Per conto suo, tutto quadrava: l’atroce presente coronava il recente passato. Eventi dei quali era stata testimone diretta lasciavano presagire la disgrazia della cugina. Se solo lei, Briony, fosse stata meno innocente, un po’ meno stupida. Ora invece la questione era troppo perfettamente consequenziale, troppo simmetrica per poterle sembrare diversa da come l’aveva descritta.

Ho adorato questo romanzo fin dalle prime parole, da quelle descrizioni dettagliate e a volte un po’ noiose, perché proprio non sai dove voglia andare a parare l’autore, salvo poi scoprire che fa tutto parte di una trama architettata magistralmente in cui tutto, proprio tutto, ha un senso.
Espiazione è suddiviso, infatti, in tre parti e ognuna di loro ha uno scopo ben preciso.
Nella prima siamo nell’estate del 1935, Briony è una ragazzina appena tredicenne, appassionata di scrittura, la quale vive in un mondo tutto suo in cui ogni cosa deve avere un significato ben preciso, simmetrico, chiaro. Disperatamente alla ricerca della propria strada attraverso le parole (è proprio in quella giornata che Briony decide del suo futuro di scrittrice) interpreta alcuni fatti dei quali è testimone oculare in maniera sbagliata. Traendone, dunque, delle conclusioni sbagliate. Su questa percezione sbagliata si basa la sua accusa a Robbie, l’additarlo come stupratore quando non era certa di chi aveva visto scappare nel bosco, solo perché poche ore prima l’aveva scoperto a fare l’amore con sua sorella in biblioteca. Non sapeva, Briony, di quanto relativa poteva essere la sua conoscenza dei fatti e questo dato di fatto viene reso in maniera chiara dalla scelta stilistica dell’autore. Perché questa prima parte altro non è che il racconto di un’unica giornata (quella giornata che cambierà il destino di diverse persone) ma realizzata attraverso più punti di vista. Abbiamo il racconto di Briony, di Cecilia, di Robbie, di Emily. Ognuno di loro racconta la stessa giornata, gli stessi eventi, con occhi e percezioni diverse. Se da una parte questa tecnica da, al lettore, uno sguardo completo sull’insieme, dall’altro gli permette di rendersi conto di quanto limitate siano le nostre percezioni, proprio perché limitate al nostro sguardo. Che è uno solo.

I suoi ricordi degli interrogatori, delle dichiarazioni firmate e della testimonianza, come pure della soggezione provata fuori dall’aula del tribunale alla quale la sua giovane età le impedì di accedere, non la tormentarono nel corso degli anni quanto la memoria frammentaria di quella notte e della successiva alba estiva. Quanto il modo in cui la colpa aveva escogitato sistemi sottili di tortura, infilando le perle di ogni dettaglio in un’eterna collana, un rosario da sgranare per il resto della vita.

La seconda parte del romanzo vede, invece, Robbie alle prese con la guerra, perché dopo la condanna e il carcere, decide di partire in guerra per accorciare il suo periodo di detenzione. Sul fronte francese, ormai in ritirata, Robbie è allo stremo delle forze. Tutto ciò che lo fa andare avanti, che continua a farlo camminare fino al mare, è il pensiero che Cecilia sarà lì ad aspettarlo. Il loro amore, coltivato inconsciamente in tutti gli anni trascorsi insieme e poi infine scoppiato proprio quel giorno d’estate del 1935, non ha di fatto avuto modo di essere vissuto, se non tramite delle lettere e un paio di incontri veloci. Il carcere e la guerra diventano, dunque, l’espiazione di Robbie, di fronte ad una colpa che non ha mai, però, commesso.
La terza parte  è quella che da, al lettore, tutte le risposte che si aspetta. Ha a che fare, infati, con l’espiazione di Briony, la quale decide di auto punirsi rinunciano a frequentare il college per intraprendere un duro percorso di studi per diventare infermiera. Una volta cresciuta si rende conto del proprio errore e cercherà, per tutta la vita, di redimersi. Soprattutto agli occhi di se stessa. E lo farà non solo attraverso il proprio lavoro in un ospedale di Londra, assistendo e medicando decine e decine di soldati gravemente feriti e nei quali rivedrà, sempre, il volto di Robbie, ma anche attraverso le parole. Sempre fedele alla propria passione per la scrittura, sarà proprio attraverso il tentativo di raccontare la vicenda che Briony cercherà di fare pace con se stessa e di regalare a Robbie e Cecilia il futuro che tanto avevano desiderato.

Tutto ciò che voleva era lavorare, fare un bagno e dormire, finché non fosse stata ora di lavorare di nuovo. Ma era inutile, lo sapeva bene. Per quanto sgobbasse, per quanto umile fosse il lavoro che svolgeva, e per quanto zelo e fatica ci mettesse, per quanto avesse rinunciato a chissà quali illuminazioni, a chissà quali insuperabili momenti sul prato di un college, non sarebbe mai riuscita a rimediare al danno. Lei era imperdonabile.

Espiazione mi è subito piaciuto per il suo tono cupo e malinconico, la trama perfettamente costruita, i personaggi fallaci e reali, i diversi punti di vista perfettamente rappresentati. Importante è la riflessione sul potere della creazione letteraria, ossia quella possibilità che ha lo scrittore di decidere del destino dei propri personaggi e, nel caso di una Briony adulta che racconta la storia d’amore mai propriamente vissuta dalla sorella Cecilia e Robbie, regalare loro un futuro diverso da quello riservatoli dalla vita.

Era tremendo ascoltare la conferma della sua colpa da parte della sorella. Ma quella prospettiva le giungeva nuova. Fragile, stupida, confusa, vigliacca, evasiva: si era destata per ogni suo difetto, ma non aveva mai pensato a se stessa come a una bugiarda. Che strano, e quanto doveva invece essere parso chiaro a Cecilia. Era ovvio, innegabile. Eppure, per un istante, pensò addirittura alla possibilità di difendersi da quella accusa. Non era stata sua intenzione ingannare nessuno, non aveva agito in malafede. Ma chi le avrebbe creduto?

Romanzo spiazzante per la sua eleganza e la sua crudezza, per tutta la realtà che racconta in  quasi quattrocento pagine da leggere tutto d’un fiato.

Sapeva che cosa ci si aspettava da lei. Non soltanto una lettera, ma una seconda stesura, un’espiazione. Ed era pronta a incominciare.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Pingback: Pagina non trovata
  2. lepastelbleu ha detto:

    è un libro bellissimo, il film che ne hanno tratto non riesce neppure a sfiorarlo.

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