“LE ASSAGGIATRICI” DI ROSSELLA POSTORINO

“Non avete il permesso di alzarvi. Resterete qui, sedute al tavolo, sino a nuovo ordine. In silenzio. Se il cubo era contaminato, il veleno entrerà un circolo rapidamente.” L’SS ci squadrò una per una, per testare la nostra reazione. Non fiatammo. Poi si rivolse ancora alla donna che si era alzata: indossava un Dirndl, forse la sua era stata deferenza. “Basta un’ora, tranquilla,” le disse. “Tempo un’ora e sarete libere.”
“O morte,” chiosò un camerata.
Sentii la gabbia toracica restringersi.

Dal primo momento in cui ho preso in mano questo libro, sin dalle prime pagine insomma, ho capito che mi avrebbe cambiata. Avevo ragione. Le assaggiatrici di Rosella Postorino, pubblicato a gennaio del 2018, è uno di quei romanzi profondi e veri che regala al lettore uno sguardo più ampio. Sulla Storia, certo, ma anche sull’animo umano, sulle sue debolezze. Per scrivere questo romanzo che le ha fruttato il Premio Campiello, la Postorino si è ispirata alla storia di Margot Wolk, una donna tedesca che durante la Seconda Guerra Mondiale è stata assaggiatrice di Hitler. Il suo mestiere insomma (mestiere che non ha scelto, ovviamente, ma che le è stato imposto) era quello di assaggiare i pasti di Hitler prima del Fuhrer per controllare che non fossero avvelenati. Insieme a lei altre dieci donne, pagate per mangiare e temere morire, tre volte al giorno. La protagonista del romanzo si chiama Rosa Sauer ed è dunque una versione romanzata di quella Margot che ha deciso di raccontare la sua storia solo ad un passo dalla sua fine. Ma questo non toglie nulla al personaggio, perché la sensazione, al termine della lettura, è che Rosa sia reale, concreta, davanti a noi. La donna, una segretaria di Berlino, è costretta a trasferirsi dai suoceri in campagna quando la madre muore sotto le bombe. Il marito, invece, è al fronte. A  Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta, Rosa viene costretta a diventare assaggiatrice, a rischiare la morte ogni giorno accostando però, quel pericolo, ad un sollievo: non avere più fame. Il romanzo è il racconto della sua esperienza al servizio del Reich, ma anche della sua vita, dei suoi desideri, delle sue paure. Di quella voglia di sopravvivere che scorre nel nostro corpo, anche quando siamo stanchi di lottare.

Lavorare per Hitler, sacrificare la vita per lui: non era quello che facevano tutti i tedeschi? Ma che potessi ingerire cibo avvelenato e morire così, senza nemmeno uno sparo di fucile, senza un’esplosione, Joseph non lo accettava. Una morte in sordina, fuori scena, Una morte da topo, non da eroi. Le donne non muoiono da eroi.


LE ASSAGGIATRICI
di Rosella Postorino

Casa editrice: Feltrinelli (11 gennaio 2018)
Lunghezza: 285 p.   
Formato Kindle: € 9,99
Audiolibro: € 0,00
Copertina Flessibile: € 14,45

VOTAZIONE: *****


Abbiamo vissuto dodici anni sotto una dittatura, e non ce ne siamo quasi accorti. Che cosa permette agli esseri umani di vivere sotto una dittatura?
Non c’era alternativa, questo è il nostro alibi. Ero responsabile soltanto del cibo che ingerivo, un gesto innocuo, mangiare: come può essere una colpa? Si vergognavano, le altre, di vendersi per duecento marchi al mese, ottimo salario e vitto senza paragoni? Di credere, come avevo creduto io, che immorale fosse sacrificare la propria vita, se il sacrificio non serviva a nulla? Io mi vergognavo davanti a mio padre, sebbene mio padre fosse morto, perché la vergogna ha bisogno di un censore per manifestarsi. Non c’era alternativa, dicevamo. Ma a Ziegler sì, ci sarebbe stata. Invece avevo camminato verso di lui perché ero una persona che poteva spingersi fino a lì, fino a quella vergogna fatta di tendini e ossa e saliva – l’avevo tenuta fra le braccia, la mia vergogna, era alta almeno un metro e ottanta, pesava settantotto chili al massimo, niente alibi né giustificazioni, il sollievo di una certezza.

Quello colpisce di Le assaggiatrici  è il modo in cui realtà e immaginazione si fondono alla perfezione, conducendo il lettore a credere che tutto sia reale. E reale lo è, da un certo punto di vista. Reale è la Tana del Lupo, reali sono le assaggiatrici, reale è il fronte, la deportazione degli ebrei, la disfatta della Germania. Reale è la solitudine della guerra, la disperazione per i dispersi, la mancanza di notizie, la censura, la fame, la costante preoccupazione, il bisogno di sopravvivere a qualunque costo. Eppure Rosa non esiste, così come non esistono Ziegler (il generale delle SS con cui intraprende una relazione), Gregor o Elfriede e tanti altri personaggi. Quello scritto dalla Postorino è, dunque, un romanzo a sfondo storico che sposta l’attenzione su un periodo storico sì conosciuto ma del quale non si parla mai abbastanza e che viene raccontato da un punto di vista inusuale, diverso: un punto di vista umano. Ciò che colpisce infatti, è l’umanità dei personaggi nonostante l’orrore la guerra, la voglia di sopravvivere nonostante la stanchezza.

La mia rabbia verso Hitler era personale. Lui mi aveva portato via il marito, e per lui rischiavo ogni giorno di morire. Che la mia esistenza fosse nelle sue mani, questo detestavo. Hitler mi nutriva, e quel nutrimento poteva uccidermi. Ma in fondo dare la vita è sempre condannare alla morte, diceva Gregor. Davanti al creato, Dio contempla lo sterminio.

Le assaggiatrici è dunque un romanzo fortemente introspettivo in cui l’autrice scandaglia l’animo umano, ma è anche un romanzo molto malinconico e brutalmente reale, perché parlare di guerra fa sempre male.

Avrei potuto alzarmi, urtare la merce imballata fino a trovare la porta, picchiare forte, con i pugni, picchiare e urlare, prima o poi mi avrebbero udita, non mi avrebbero aperto, che cosa mi avrebbero fatto, non mi importava, volevo morire, erano mesi che volevo morire. Invece restai lì, lunga sul pavimento – era soggezione, paura, o solo istinto di sopravvivenza, non finiva mai. Non ero mai stufa di vivere.

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. liveeread ha detto:

    Mi sa proprio di sì!!

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  2. Chiara Nicolazzo ha detto:

    Assolutamente da leggere!

    Piace a 1 persona

  3. liveeread ha detto:

    E’ nella mia wish list. Credo proprio che sia uno di quei libri che ti possa sul serio cambiare … Buona giornata!

    Mi piace

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