“LA MISURA DI TUTTO” DI CAMILLA RONZULLO

Stasera nello specchio mi ci sono guardata davvero e, per tutta risposta, il mio riflesso mi ha sputato in faccia la sentenza: sono estranea persino a me stessa, il maldestro risultato di tante aggiunte, un contenitore di tutte le aspettative che gli altri riponevano in me e che io non ho mai avuto cuore di disattendere.

Non ho potuto resistere quando ho saputo che La misura di tutto di Camilla Ronzullo sarebbe stato pubblicato ad ottobre dello scorso anno da Magazzini Salani. Seguo Camilla, la mente dietro al blog Zelda Was a Writer, da diverso tempo e ho sempre adorato il suo modo di scrivere. E dunque eccoci qui, a parlare del suo secondo romanzo, dove viene raccontata la storia di Nina, una donna di trentotto anni che, messa di fronte alla fine della sua relazione, è costretta a fare i conti con se stessa. Decisivo sarà l’incontro con un anziano artista che le chiede di accompagnarlo a Lampedusa e di uno scrittore trentenne con cui condividerà il viaggio, i quali le insegneranno a mettersi in discussione e a prendere la vita come viene.

“Alcune volte devi usare la fantasia, Nina. Non ci sono sempre soluzioni per tutto. Toglitelo dalla testa.”


LA MISURA DI TUTTO
di Camilla Ronzullo

Casa editrice: Magazzini Salani
Lunghezza: 310 p.   
Formato Kindle: € 8,99
Copertina Flessibile: € 12,66

VOTAZIONE: ***

 


D’un tratto mi sono accorta che questa avventura mi stava consigliando di viaggiare leggera, di ridurre i pesi, di accettare il fatto che la vita non fosse una tabella di marcia a cui tentare di tenere fede in tutti i modi possibili, che l’impegno con cui mi fossi ostinata a rispettarla avrebbe tolto tempo prezioso alla sorpresa.

Ho iniziato a leggere questo romanzo piena di aspettative. Grande errore.
Adoro la scrittura di Camilla e il modo in cui fisicamente è stato concepito il romanzo, che diventa un vero e proprio oggetto da ammirare grazie al grande lavoro di grafica realizzato proprio dall’autrice. Perché La misura di tutto è stato concepito come un diario di bordo e ne ha preso le sembianze grazie ai mille appunti, cancellature, cartoline presenti tra le sue pagine, come se in fondo fosse stato veramente scritto a mano. E anche la storia, sì, mi ha colpita: questa storia di rinascita e di presa di coscienza di Nina, che di certo è simile a tante storie di vita concrete fatte di cuori che battono e polmoni che si espandono per davvero. Eppure c’è stato qualcosa che mi ha disturbata, rendendo difficoltosa la lettura. Il ritmo, forse o proprio il personaggio di Nina con la quale non sono riuscita a stabilire nessun legame. Non saprei dirlo. Posso però dire con certezza che mi aspettavo di più, quel colpo di fulmine che, purtroppo, è mancato.

L’ho stretto forte, così come capitava, con il respiro spezzato e un bisogno di essere contenuta mai provato prima.
Era come aver completato un puzzle.
Il pezzo mancante non era Cesare ma ero io, solo io, la misura di un tutto che ora mi sembrava chiarissimo. Ero io la misura di tutto.
Io che decidevo di comporre un quadro d’insieme senza chiedermi come sarebbe venuto.

Nonostante la mia titubanza, una cosa è certa: La misura di tutto è un romanzo che trasmette un grande messaggio, quello di vivere la vita senza pianificare troppo, di prendere quello che viene, di godersi ogni attimo. E di volersi bene.

Tre persone diverse, accomunate dal desiderio di correre lungo una linea continua che le avrebbe condotte il più lontano possibile da ciò che era già stato deciso, da tutto ciò che sembrava inesorabile e necessario. Senza riuscire a raccontarlo neanche a noi stessi, cercavamo un posto in cui essere come ci andava, senza che aspettative e categorie di varia natura potessero distoglierci dal nostro bisogno.
Da quel viaggio non pretendevamo tanto una meta utile a darci ragione dopo chilometri e chilometri di tentativi, quanto posti sconosciuti in cui sentirci nuovi, stranieri, vivi.

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