“L’OMBRA DI CATERINA” DI MARINA MARAZZA

Mi ci erano voluti più di quarant’anni per arrivare a stargli accanto. Una vita intera prima di sentire la sua bella voce calda chiamarmi “madre”.
Ma ne era valsa la pena e avrei rifatto tutto quanto.
Dall’inzio.

L’ombra di Caterina, pubblicato lo scorso 2 maggio da Solferino Editore, è l’ultimo romanzo dell’autrice Marina Marazza, in cui viene raccontata la storia di Caterina, madre finora sconosciuta di Leonardo Da Vinci. Quella di cui si parla è una donna libera e forte, di certo anticonformista e coraggiosa considerando la mentalità e le usanze dell’epoca.

Lisa mi prese i cesti dalle mani con tanta rabbia che il vimine mi graffiò le braccia. Aveva già capito tutto.
“Dimmi che non è vero. Oh, per l’amor del cielo! Ti ha ingravidata come una giumenta.”
Detto così non suonava molto romantico. Aggrottai le sopracciglia. “Abbiamo fatto l’amore ed è capitato.”
“Certo, testa vuota. Se si fa l’amore, capita.”
“Devo dirglielo. Lui deve saperlo.”
“Cate, che cosa ti aspetti?”
Sospirai. “Non lo so” confessai. “In certi momenti sono sicura che ne sarà felice, in altri…”
Mia sorella chiuse un momento gli occhi. “Stai a sentire. Nella migliore delle ipotesi ti darà quale soldo. Non illuderti che faccia altro, ci staresti ancora peggio.”


L’OMBRA DI CATERINA
di Marina Marazza

Casa Editrice: Solferino
Lunghezza: 432 p.
Formato Kindle: € 9,99    
Copertina Flessibile: € 16,15

VOTAZIONE: *****


“Caterina, non devi uccidere il bambino che porti in grembo. Lui è destinato a fare grandi cose. E’ vero che ser Piero ora sposa un’altra, ma sarò lieto di diventare padre di tuo figlio, anche se non tuo marito. E tu devi avere il grande coraggio di dimenticarti di te stessa. Devi farlo per questo bambino.”

L’ombra di Caterina può essere definito, innanzitutto, un romanzo storico, sia per il contesto storico in cui si muovono i personaggi che per la protagonista stessa. La figura di Caterina, infatti, è stata storicamente ricostruita grazie agli studi della professoressa Elisabetta Ulivi, la quale ha ispirato la stesura di questo romanzo. Alto è, però, il livello di fusione tra finzione e storia, perché gli inevitabili vuoti documentali in cui è incappata l’autrice, sono stati riempiti dalla sua fantasia. Inoltre di fondamentale importanza è il racconto del periodo storico in cui si muovono i personaggi del romanzo, ossia il Rinascimento Italiano, di cui la Marazza regala ai suoi lettori una ricostruzione completa, che spazia dagli eventi storico-politici più importanti alle scene di vita quotidiana.

“Ser Piero è stato molto buono con te.”
Lo guardai. Me lo dicevano tutti. Chissà se lui si era confessato, magari a Firenze. Perché anche lui aveva peccato, no? Non eravamo marito e moglie quando avevamo fatto l’amore. Ma magari per gli uomini, e soprattutto quelli importanti come lui, era un peccato meno grave. E comunque lui avrebbe saputo come farsi perdonare, magari pagandosi un’indulgenza: non ero preoccupata per la sua anima immortale. Immaginavo che anche in paradiso ci fosse una nuvola privilegiata per i signori, magari profumata di ambra grigia.
“Non ti sta lasciando da sola” stava ragionando il prete. “E si prenderò cura del bambino, se sarà maschio. Il Signore ha perdonato Maddalena la peccatrice. Anche tu potrai essere perdonata.”

Tuttavia, questo può anche essere considerato un romanzo corale perché ricco di personaggi ben delineati e caratterizzati da una forte identità. L’elemento che mi ha colpita di più è che si tratta principalmente di personaggi femminili, la maggior parte delle quali sono forti e indipendenti, attraverso le cui vicende l’autrice delinea quella che era la condizione della donna tra il XV e XVI secolo.

Non mi ero mai allontanata così tanto dal borgo e da sola: pensavo che avrei avuto mille paure. Invece l’idea di raggiungere la meta della mia devozione e soprattutto di rivedere Leonardo mi dava una forza che non immaginavo di avere. Era come se i miei acciacchi si fossero sopiti e tutto quello che vedevo mi sembrava degno e meritevole, gli alberi e le strade, le case e le montagne, i fiumi e i campi coltivati. Cercavo la musica che stava nascosta dentro la parlata diversa di quelli che incontravamo o che ci ospitavano per la notte e ci davano da mangiare e imparavo ogni momento, bevendo le cose nuove come la terra secca beve l’acqua quando finalmente piove dopo la siccità.

Era un po che non leggevo un romanzo che mi coinvolgesse a tal punto da fare le ore piccole per terminarlo ed è una cosa che mi rende molto felice. Ho trovato L’ombra di Caterina un romanzo moderno e ben scritto, capace di raccontare un’epoca lontana dai nostri giorni rendendola attuale e l’amore di una madre che non si arrende mai.

Scossi appena la testa. Non sentivo alcun dolore. Solo la vita che se ne stava andando. Il mondo intorno si stava allontanando, come quando guardi attraverso una lente di ingrandimento, ma all’incontrario. Le voci, i suoni, le sensazioni che negli ultimi tempi si erano fatti più vividi ora sbiadivano. Non vedevo più il presente, ma avevo la sensazione di poter intuire il futuro.
“Quell’Ultima cena” dissi. “Quel cenacolo vi darà l’immortalità.


In collaborazione con Solferino Editore e Marina Marazza.

***DISCLAIMER*** Questo non è un post sponsorizzato. Il libro recensito in questo articolo mi è stato inviato gratuitamente. Le opinioni sono frutto della mia onestà intellettuale e della mia soggettiva esperienza di lettura.


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