“LUNGO PETALO DI MARE” DI ISABEL ALLENDE

“Per un breve istante Dalmau rimase immobile a contemplare la cavità rossa dove ormai non batteva più nulla. Fra tutti i ricordi della guerra, questo sarebbe stato il più vivido e ricorrente: il ragazzo di quindici o sedici anni, ancora imberbe, sporco di guerra e di sangue secco, disteso su una stuoia con il cuore in bella vista.”

Più volte vi ho raccontato del perché e di quanto adori Isabel Allende, per cui sarebbe scontato raccontarvi quanto sia stata contenta di fronte alla notizia dell’uscita del suo nuovo romanzo. Mi riferisco a Lungo petalo di mare, pubblicato nell’ottobre 2019 da Feltrinelli.

Niente era sicuro, non esisteva futuro, avevano solo quel momento da assaporare prima che la guerra glielo portasse via.


LUNGO PETALO DI MARE
di Isabel lande

Casa Editrice: Feltrinelli
Lunghezza: 352 p.
Formato Kindle: € 12,99
Copertina Flessibile: € 16,57

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Pianse per lei, che ancora non sapeva di essere vedova, pianse per Guillem, che non avrebbe mai conosciuto suo figlio né riabbracciato la sua amata, pianse per Carme, che se n’era andata senza congedarsi, e pianse per se stesso, perché era sfinito ed era la prima volta nella sua vita che dubitava di avere una buona stella.

In Lungo petalo di mare viene raccontata la storia di Victor Dalmau, un medico spagnolo che, di fronte all’ascesa di Franco alla fine della Guerra Civile Spagnola, è costretto a lasciare il proprio paese, per la cui pace ha perso il fratello Guillem nella battaglia di Ebro del 1938. Il suo compito è quello di proteggere la cognata, la pianista Roser Bruguera, incinta di Guillem al momento della retirada. Per sfuggire alla Seconda Guerra Mondiale che incombeva sull’Europa, i due finiscono con lo sposarsi per poter scappare in Cile a bordo del Winnipeg. La loro storia diventa, dunque, quella di due rifugiati che devono ricominciare dall’altra parte del mondo, con il solo desiderio di poter tornare a casa, prima o poi.

“In Cile? E dove si trova?” domandò Roser.
“Ai piedi del mondo, mi pare,” disse Victor.

Quando la Allende visse in Venezuela come esiliata dopo il golpe militare di Pinochet, conobbe un uomo, Victor Pey Casado, che le raccontò per la prima volta del Winnipeg e del progetto di Neruda di mettere in saldo i rifugiati spagnoli accogliendoli in Cile. Questa storia rimase nella testa della scrittrice per diversi anni, fino a quando è riuscita a raccontarla proprio in Lungo petalo di mare, dove il protagonista Victor Dalmau è stato modellato proprio sulle tracce del suo amico di lungo data. Il tema principale, dunque, è proprio quello dell’esilio, che Dalmau subisce due volte, la prima quando è costretto a scapare dalla Spagna per salvare la propria famiglia e la seconda quando deve rifugiarsi in Venezuela per sfuggire alle repressioni di Pinochet. L’esilio viene, dunque, raccontato nelle sue più varie sfaccettature. Viene inteso come sradicamento ma anche come opportunità di un nuovo inizio, quando la forza e il coraggio di ricominciare insieme all’accoglienza permettono ai rifugiati di diventare risorsa anziché peso per la comunità.Per Victor il ricordo della Spagna era sempre più vago.

Ogni mezzanotte del 31 dicembre brindava all’anno nuovo e al ritorno al suo paese, ma ormai lo faceva solamente per abitudine, senza alcuna vera speranza e desiderio. Aveva il presentimento che la Spagna dove era nato, la Spagna che conosceva e per la quale aveva combattuto ormai non esistesse più.

Lungo petalo di mare è anche il racconto di un amore, quello tra Victor e Roser, nato all’ombra di un matrimonio forzato. La Allende ha raccontato l’amore in tanti modi. Ha raccontato l’amore passionale, l’amore irriverente, l’amore tardivo, e ogni volta riesce a far si che il lettore si immedesimi nei personaggi nonostante la distanza con essi. Questa volta c’è un amore maturo, una relazione consolidata dal tempo, dalla conoscenza reciproca, dalla passione carnale, dalle difficoltà condivise.

Non pensarono né a Ofelia né a Guillem, il cui fantasma onnipresente li aveva accompagnai durante la lunga traversata, ma che in Cile si era distratto con le novità e, poco a poco, si era ritirato con discrezione in uno scompartimento nel cuore di entrambi, dove non dava fastidio. Da della notte avrebbero sempre dormito nello stesso letto.

Ma questo è prima di tutto un romanzo a sfondo storico che racconta episodi molto importanti. La Guerra Civile Spagnola e l’ascesa di Franco, la retirada degli spagnoli in Francia e il loro esodo in Cile sul Winnipeg, la Seconda Guerra Mondiale, il socialismo di Salvador Allende e il golpe militare del 1973 per opera del generale Pinochet, i campi di concentramento e i desaparecidos. Non è raro trovare riferimenti al golpe militare che subì il Cile nei romanzi della Allende, non solo perché si tratta di un evento storico che cambiò per sempre il suo Paese, ma soprattutto perché la stessa Allende fu vittima della politica di Pinochet e per questo costretta ad esiliare in Venezuela. Posso dire, dunque, che questa è una ferita ancora aperta nel cuore della scrittrice cilena, che ha visto cambiare drasticamente e irrimediabilmente il suo amato Cile.

La legge naturale che regola l’universo è l’entropia, tutto tende al disordine, a frammentarsi, a sparpagliarsi, la gente si perde, bastava pensare a quanti era successo durante a Retirada, i sentimenti sbiadiscono e l’oblio si insinua nelle vite come foschia. Ci vuole una volta eroica per mantenere tutto al proprio posto. “Sono presagi da esuli,” diceva Roser. “Sono presagi da innamorati,” la correggeva Victor.

Non mi aspettavo niente di particolare da questo romanzo e ne sono contenta, perché ho capito che caricare di aspettative una lettura equivale a sabotarmi. Leggo la Allende da quando avevo quindici anni e non posso commettere l’errore di dare per scontato di ritrovare la stessa autrice in ogni suo romanzo, perché se è vero che scrivere nasce da un’esigenza, è anche vero che queste esigenze cambiano con il passare degli anni. E’ chiaro, dunque, che Lungo petalo di mare è nato proprio dal bisogno della scrittrice di raccontare una storia che ha custodito per anni e dal quale si sente fortemente rappresentata.

“La mia vita è stata una serie di navigazioni, sono andato da una parte all’altra di questa terra. Sono stato uno straniero senza sapere che avevo delle radici profonde… Ha navigato anche il mio spirito. Ma mi sembrano inutili ora queste riflessioni; avrei dovuto farle molto prima.”

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