“LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA” DI STIEG LARSSON

 

La ragazza che aveva di fronte poteva vivere con una pallottola nell’anca e una pallottola nella spalla. Ma una pallottola da qualche parte nel cervello era un problema di tutt’altro ordine di grandezza. D’un tratto sentì che Hanna stava dicendo qualcosa.
“Prego?”
“È lei.”
“Lei chi?”
“Lisbeth Salander. La ragazza cui stanno dando la caccia per il triplice omicidio di Stoccolma.”

Inizia così La regina dei castelli di carta di Stieg Larsson, terzo capitolo della Saga Milennium, pubblicato nel 2007, che sancisce la conclusione prematura della trilogia a causa della morte del suo autore. Nonostante, infatti, la saga conti altri due capitoli scritti successivamente dal giornalista David Lagercrantz, la vera e propria trilogia termina proprio con questo romanzo, che regala una fine esaustiva alle vicende che hanno colpito la sfortunata quanto affascinante Lisbeth Salander.

Era nella merda. Quanto, non riusciva esattamente a capirlo, ma supponeva che sarebbe dovuta fuggire all’estero, se non voleva rischiare di essere nuovamente chiusa in qualche manicomio con Peter Teleborian come custode. Il problema era ovviamente che quasi non aveva la forza sufficiente per mettersi a sedere sul letto.


La regina dei castelli di carta di Stieg Larsson

Casa Editrice: Marsilio
Lunghezza: 857 p.
Formato Kindle: € 7,99
Copertina Flessibile: € 10,20

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Ma all’ispettore Marcus Erlander non andava affatto a genio l’idea che un malato di mente ex fiscalista, o quel che era, potesse entrare al Sahlgrenska con dei fiori in una mano e una pistola nell’altra e giustiziare un uomo che era oggetto di una vasta indagine – la sua indagine. Un uomo che nei registri ufficiali si chiamano Karl Alex Bodin ma che secondo Mikael Blomkvist in realtà si chiamava Zalachenko ed era un maledetto agente segreto russo, disertore e assassino. Nel migliore dei casi Zalachenko era un testimone e nel peggiore era coinvolto in una lunga serie di omicidi.

In La regina dei castelli di carta ritroviamo Lisbeth Salander in un letto di ospedale. Dopo l’incontro/scontro con il padre Aleksander Zalachenko e il fratellastro Ronald Niedermann di cui si racconta nel romanzo precedente, la ragazza è in convalescenza rischiando la propria vita oltre che una condanna per omicidi. Al suo fianco, pronto a difenderla, c’è sempre Mikael Blomkvist, il quale è ancora alle prese con il tentativo di salvare l’amica da un’inevitabile condanna in tribunale. Il giornalista, infatti, è alle prese con la scrittura di un’inchiesta giornalistica che farò tremare l’intero Paese.

Quando ebbe concluso la telefonata, Mikael rimase seduto immobile sul divano, lo sguardo fisso davanti a sé. Poi un sorriso si diffuse sul suo viso. Chi aveva intercettato la conversazione adesso sapeva che Millennium aveva perso l’inchiesta di Gunnar Björck del 1991 e la corrispondenza fra Björck e quel pazzo del dottor Peter Teleborian. Sapeva che Mikael e Annika erano disorientati.

Quando ho iniziato a leggere questo terzo e ultimo capitolo della trilogia ero piena di entusiasmo, ma dopo poco mi sono arenata, vittima delle lunghe, lunghissime, spiegazioni fornite dallo scrittore sui servizi segreti svedesi. Essendo i servizi segreti uno dei principali protagonisti del romanzo, ci sta che l’autore abbia voluto dare al lettore tutti gli strumenti per conoscerli, ma devo ammettere che Larsson questa volta ha un po’ esagerato con le sue eccessive digressioni, rendendo difficoltosa la lettura per quasi tutta la prima parte del romanzo. Considerando anche l’ingresso di tantissimi nuovi personaggi, il livello di attenzione e comprensione non viene di certo aiutato. Ma la seconda parte, beh la seconda parte rispecchia in pieno il motivo per cui amo questa saga. Ci sono intrighi, complotti, azione colpi di scena, spionaggio. Tutti ingredienti che rendono  La regina dei castelli di carta un thriller politico-giornalistico indimenticabile.

“La difesa respinge tutti i capi d’accusa tranne uno. La mia cliente riconosce la propria responsabilità per il porto abusivo di una bomboletta spray di gas lacrimogeno. Per tutti gli altri la mia cliente nega ogni responsabilità. Dimostreremo che le affermazioni del pubblico ministero sono erronee e che la mia cliente è stata vittima di gravi soprusi. Richiederemo che Lisbeth Salander venga dichiarata innocente, che la sua dichiarazione di incapacità venga cancellata e che lei sia rimessa in libertà.

Dunque, anche se letto con un po’ di fatica, La regina dei castelli di carta resta uno di quei romanzi che vanno letti. Perché è moderno, dinamico e mai scontato.

“A ben vedere, questa storia non tratta tanto di spie e gruppi deviati dei servizi segreti quanto di comune violenza contro le donne e di uomini che la rendono possibile.”

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