“IO SONO LA STREGA” DI MARINA MARAZZA

Lui si batté le mani aperte sulle cosce, indispettito: “Ma allora m prendi per un allocco? Ho le orecchie, cosa credi? Al tuo paese hanno una lingua lunga, disonorata dal contino, ha avuto un figlio che han dato ai frati… e spera di sistemarsi. Senza più l’onore e senza un soldo, che cosa rimane a una donna se non il mestiere più antico del mondo? E qui viene la tua fortuna… incontrare me.”

Quando l’autrice Marina Marazza mi ha proposto di leggere il suo nuovo romanzo ero al settimo cielo. Conosco Marina da diversi anni ormai e la sua penna mi ha colpita fin da subito. Ero molto entusiasta all’idea di leggere la sua nuova storia e di scoprire, attraverso il suo lavoro, una nuova donna. Forte. Indipendente. Combattiva.
Ma andiamo per gradi.

Il cuore mi batteva forte. Era la prima volta che mi cimentavo in un incantesimo che rendesse mortalmente inferma una persona. Incantesimi ad mortem, li chiamavano, quando chiedevi a Satana di far morire qualcuno. Ma lo sapevo: o io o lui.


IO SONO LA STREGA
di Marina Marazza

 

CASA EDITRICE: Solferino
LUNGHEZZA: 457 pag.
PUBBLICAZIONE: 28 mag 2020

 

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Che ne sarebbe stato di me? Non sapevo più chi pregare, se il diavolo che mi stava castigando o i santi che avevo giurato di abbandonare.

Io sono la strega di Marina Marazza, pubblicato lo scorso 28 maggio da Solferino, racconta la vita di Caterina Medici da Broni, passata alla storia come la strega di Milano. Accusata di stregoneria quando era al servizio di Luigi Melzi e messa al rogo il 4 marzo 1617, quella di Caterina non è poi forse una storia così singolare per l’epoca in cui è vissuta. Figlia di un maestro ha una vita a dir poco sfortunata. Stuprata a dodici anni da un Conte, da alla luce un figlio che è costretta a dare in adozione. Cerca di rifarsi una vita sposando Pinotto, uomo che sembra un ex soldato, il quale invece la costringe a prostituirsi. ha solo tredici anni. Quando finalmente riesce a scappare dal marito è costretta a vivere in continua fuga dall’uomo, cambiando spesso città e lavoro. Lavorerà in una tipografia, sarà fantesca, di nuovo prostituta, serva personale, concubina. La vita di Caterina è quella di una donna povera ma colta, intelligente, coraggiosa, che cerca una vita serena e onesta, ma si ritroverà alle prese con incontri che le costeranno la vita.

Quel che mio padre e io facevamo sul palco dei supplizi era un rito, non meno solenne di quello che si compiva sull’altare. Era una sorta di sacrificio, come l’eucarestia, dove il sangue versato non era quello di Cristo per la salvezza della nostra anima immortale, ma quello dei malvagi, per la salvezza del mondo così come noi lo conoscevamo, per lavare le colpe commesse, per mantenere l’ordine, indurre il colpevole pentimento e tenere tutti al sicuro.

Io sono la strega è la biografia romanzata di Caterina da Broni, vittima di uno del più famosi processi per stregoneria della storia. Lo definisco in questo modo perché il romanzo nasce dalla lettura, da parte dell’autrice, degli atti del processo messi a disposizione, negli anni Ottanta, dalla famiglia Melzi a due storici. La fantasia di Marina ha, ovviamene, riempito le lacune, inventando personaggi che completassero la narrazione. Ma in realtà l’autrice non ha fatto altro che dare una voce alla storia di Caterina esattamente così come lei stessa l’ha raccontata durante gli interrogatori a cui fu sottoposta. Quella della protagonista è stata, infatti, una vita davvero avventurosa, così ricca di eventi da aver addirittura costretto l’autrice a selezionarne i più decisivi per la fine che il destino le ha riservato. In ognuno di loro appare una donna forte, sensuale, moderna, ben conscia della propria condizione, la quale non desidera altro se non un tetto sopra la testa e un piatto caldo. Desidera a tal punto questo tipo di serenità da iniziare a mettere in atto delle semplici stregonerie (che poi altro non sono che pratiche popolane come quella del malocchio) al fine di ingraziarsi  i padroni di turno.

“Stai attenta, i signori un giorno ti amano e il giorno dopo ti odiano. Prima ti porta in palmo di mano, poi ti vogliono morto. E a volte nemmeno loro sanno perché: esercitano il loro potere, noi per loro siam meno di nulla. Finché li divertiamo, o pensano che possiamo essere loro di qualche utilità, ci fanno illudere di essere nelle loro grazie. Poi ci lasciano cadere, magari perché si sono annoiati del loro trastullo.”

La storia di Caterina è stata in realtà raccontata altre volte. E’ citata ne I promessi sposi di Manzoni, per esempio, ma è solo con Marina Marazza che le viene restituito una sorta di riscatto letterario. E’ questo succede proprio perché Marina ha le ha permesso di raccontarsi senza limiti. La Caterina di Marina Marazza è davvero convinta di essere una strega, per esempio. E’ una donna che non ha paura di ammettere di trarre piacere dai rapporti con gli uomini e inoltre sa leggere e scrivere, cosa che aumenta di molto la diffidenza nei suoi confronti. E se  nella teoria potrebbe risultare difficile ai lettori immaginare un mondo in cui le vicende di Caterina sono considerate perfettamente “nella norma”, la penna di Marina ci permette di calarci in un mondo concreto, vicino, credibile. Ecco perché Io sono la strega è “anche” un romanzo a sfondo storico. Perché ci restituisce dei pezzi di storia. La Milano operosa del 1600, la peste, la “dipintora” Fede Galizia, le condizioni di vita degli ebrei, il personaggio del boia. Tutto contribuisce a rendere la storia di Caterina reale, tangibile, tanto da avere la sensazione di essere lì, insieme a lei.

L’ascoltavo incantata. “E’ vero” sussurrai. La necessità di sentirsi amati: non era quello, in fondo, che ero diventata una strega?

Eppure la storia di Caterina, donna di grande animo e coraggio, mi ha anche resa anche molto triste. Quante cose diamo per scontato oggi? Quanto poco sappiamo di come hanno vissuto le donne prima di noi? E quanto è triste vedere come la disperazione e la paura di non sopravvivere abbiano spinto Caterina a ricorrere alla stregoneria lì dove le preghiere e la fede non sembravano esserle d’aiuto?  Il destino di Caterina era forse in qualche modo già scritto e la sua vita fa molto riflettere. Ringrazio ancora l’autrice per avermi permesso di conoscere una figura così eclettica e appassionante purtroppo dimenticata dalla storia ufficiale. Per fortuna ci ha pensato Marina Marazza a regalarle nuova luce.

Il senatore aveva gli occhi spiritati. “Una strega!” esclamò. “Ora è chiaro… mi hai maleficato.”


In collaborazione con Solferino Libri e l’autrice MARINA MARAZZA.

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