“INCENDI” DI RICHARD FORD

Nell’autunno del 1960, quando io avevo sedici anni e mio padre era momentaneamente disoccupato, mia madre conobbe un certo  Warren Miller e si innamorò di lui.

Ammetto che non conoscevo Richard Ford, né ovviamente questo romanzo, che ho scovato per caso sul sito della Feltrinelli e ho acquistato con grande curiosità. Si tratta di solo centosessantasette pagine che si leggono molto velocemente ma che, in qualche modo, lasciano un certo amaro in bocca. Ora vi spiego.

Quando si ha sedici anni non si sa quello che sanno i propri genitori, né si sa molto di quello che capiscono, e ancor meno cosa si agita nei loro curi. Questa ignoranza può essere difesa contro il rischio di diventare adulti troppo presto, un modo per evitare che la propria vita diventi nient’altro che la loro rivissuta da capo – il che è un peccato. Ma farsene scudo – cosa che io non feci – mi pare un errore ancor più grave, perché quel che si perde è la verità della vita dei propri genitori e il giudizio che ognuno deve darne e ,inoltre, la capacità di valutare il mondo di cui si sta per entrare a far parte.


INCENDI
di Richard Ford

CASA EDITRICE: Feltrinelli
LUNGHEZZA: 165 pagine
PUBBLICAZIONE: 27 feb 2009

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“Cerca di non essere troppo deluso da quello che fanno i tuoi genitori” mi disse.
“D’accordo” risposi “ci proverò”.

Incendi di Richard Ford è un romanzo pubblicato nel 1990 in cui il protagonista Joe, un ragazzo di sedici anni, racconta quello che accadde alla propria famiglia nell’estate del 1960. Siamo a Great Falls, nel Montata, dove la famiglia si è trasferita da poco, e la città è minacciata da un grande incendio che incombe sulle montagne. Il padre di Joe, avendo perso il lavoro come insegnante di golf, decide di partire per andare a combattere l’incendio e questa decisione scombussola la famiglia, facendo crollare dei meccanismi che scricchiolavano già da un po’.

“Certe volte uno deve fare la cosa sbagliata, magari solo per provare che è ancora vivo.”

Non sapevo cosa aspettarmi da questo romanzo e, onestamente, non so bene cosa pensarne neanche adesso, dopo averlo divorato in pochissimi giorni. Perché Incendi è sicuramente un romanzo che si legge velocemente, catturando il lettore con il suo linguaggio semplice, privo di pretese. E di certo ci si affeziona a Joe, al suo modo di raccontare la famiglia in cui vive ma della quale le sfuggono certe dinamiche. Però manca qualcosa. Quella connessione che coinvolge il lettore, facendogli vivere con coinvolgimento una storia che non è la sua. Questo per me, che vivo seguendo la pancia, è stato un grande problema. Perché non basta leggere un romanzo in maniera scorrevole. Per piacermi davvero, deve smuovermi qualcosa dentro. E purtroppo non è stato questo il caso.

Mi chiesi se c’era un ordine o un disegno nelle cose della vita – una cosa di cui non ci si rende ben conto, ma che nondimeno agisce su di noi e ci fa sembrare giusti gli eventi quando si verificano, o perlomeno ce ne dà una sfece di conferma e ci rende disposti ad accettarli anche se ci sembrano negativi. Oppure tutte le cose succedono e basta, in un turbinio continuo, senza che niente le fermi o le faccia andare – come pensiamo quando vediamo le formiche agitarsi o le molecole in movimento sotto al microscopio, o come qualcuno potrebbe pensare di noi osservandoci senza rendersi conto dei nostri problemi, magari da un altro pianeta?

Tuttavia, un aspetto mi è molto piaciuto di questo romanzo, che è poi l’idea sulla quale si basa. Perché quello che fa qui Ford sono due operazioni. Innanzitutto fa raccontare ad un figlio le dinamiche di coppia dei propri genitori. Dinamiche che, per forza di cose, sfuggono a chiunque e di conseguenza neanche questo è un racconto completo. Nessuno può capire quello che accade in un rapporto di coppia, figuriamoci raccontarlo. E questo è quello che fa Joe, spettatore della vita dei propri genitori e del disfacimento, apparentemente improvviso, di un matrimonio che credeva solido e che, di conseguenza, dava per scontato. La seconda operazione che mette in atto Ford – inevitabilmente collegata alla prima – è quella di far vedere per la prima volta a Joe i propri genitori come delle persone, ossia spogliati dai ruoli di mamma e papà. A voi quando è successo di vivere questo momento? Io lo ricordo come fosse ieri. Joe vive questo momento rivelatore in un modo particolare, ossia assistendo alla crisi di un matrimonio evidentemente non perfetto. Crisi che diventa lo specchio per intravedere quello che c’è dietro ai ruoli genitoriali. Dietro non c’è altro che uomini e donne per niente perfetti. Ci sono errori, rimpianti, sogni. Ed è qui che sta, secondo me, la nota positiva di questo romanzo.

“Certo, piacerebbe anche a me vedere di nuovo il mondo come una volta. Che le cose si aggiustassero.” Così dicendo, le rivolse un sorriso. “Invece ho come l’impressione che mi sta tutto crollando addosso, baracca e burattini.”
“Ho avuto anch’io quest’impressione” disse mia madre.
“Dio mio” mormorò lui. “Dio mio, Dio mio.” Scosse la testa e sorrise. Capii che era stupito che tutto questo stesse capitando proprio a lui. Era una cosa che non s’era neanche mai sognato potesse capitargli. Forse si stava sforzando di pensare dov’è che aveva sbagliato, di andare indietro con la memoria a quando la vita procedeva normale. Ma non riusciva a ricordarlo.

Ammetto che Incendi mi ha lasciato un po’ perplessa e che, sì, ci ho messo un bel po’ a scrivere questa recensione, perché onestamente non sapevo bene come raccontarlo. La verità è che, come ho scritto prima, questo romanzo non mi ha smosso niente dentro e questo per me è un grande difetto. Tuttavia ha raccontato un aspetto del rapporto genitori-figlio nuovo per me, perché non avevo mai letto nessuna storia simile e per me anche questo ha valore.

“A volte ci si lascia trasportare da com’erano le cose un tempo, invece di badare a cosa bisogna fare per migliorarle ora” disse mio padre. “Cerca di non farlo.”

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Chiara Nicolazzo ha detto:

    Mi fa piacere 🥰

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  2. grazie per questo post.
    mi è stato “importante” leggerlo…

    "Mi piace"

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