IL MEGGIO E IL PEGGIO DELLE MIE LETTURE 2020

Quest’anno ho letto diciannove libri. Meglio dell’anno scorso, ma di certo non un granché. Ma come vi dissi anche l’anno scorso, non è che m’importa più di tanto. Nel passato facevo a gara con me stessa per leggere il più possibile, perdendo spesso per strada l’essenza vera di un romanzo. Oggi mi godo la storia, assecondo i miei tempi e mi prendo delle pause se e quando il mio corpo le sente necessarie. E poi non mi sforzo più di portare a termine alcuna lettura. Se un libro non mi prende, se faccio fatica a comprenderlo, se non mi viene voglia di prenderlo in mano, semplicemente lo metto da parte. Magari non è il suo momento. Magari non è il nostro momento.
In quest’anno, così complicato per tutti, spesso ho trovato conforto in alcuni romanzi in cui mi sono ritrovata e questo mi ha regalato una grande energia. Ma non tutti i libri che ho letto mi sono piaciuti. Alcuni li ho proprio abbandonati, mentre con altri ho faticato a comprenderli.
In questo post trovate un breve riassunto delle letture migliori e peggiori di questo 2020!


LE 3 LETTURE PIÙ BELLE

IN NOME DELLA MADRE
di Erri De Luca

CASA EDITRICE: Feltrinelli
LUNGHEZZA: 86 pag.
PUBBLICAZIONE: maggio 2019

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LA MIA RECENSIONE


Con le mani intrecciate sul ventre piatto mi toccavo la pelle per sentire sulla punta delle dita la mia vita cambiata. Era per me il giorno uno della creazione.

Erri De Luca è un autore eclettico, profondo e sincero, che riesce ad andare oltre le apparenze. In questo romanzo breve racconta il mistero della maternità attraverso la storia di Maria, la madre di Gesù. Quello che viene fuori è il ritratto di una donna semplice che diventa simbolo di tutte le madri. Un racconto breve ma intenso, che fa riflettere sulla genitorialità, sull’amore e sul senso della famiglia. Da leggere assolutamente. È poesia allo stato puro.


LA CANZONE DI ACHILLE
di Madeline Miller

CASA EDITRICE: Marsilio
LUNGHEZZA: 382 pag.
PUBBLICAZIONE: gennaio 2019

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LA MIA RECENSIONE


Achille è la metà della mia anima, come cantano i poeti. Presto morirà, e non resterà altro che il suo onore. L’onore è suo figlio, la sua parte più amata. Dovrei rimproverarlo per questo? Ho salvato Briseide. Non posso salvare tutti.

C’è qualcosa nella mitologia greca che mi ha sempre affascinato ma non ho mai approfondito, fondamentalmente per paura di incappare in letture sbagliate e/o troppo difficili. In questo romanzo la professoressa Madeline Miller ha reso “fruibile” una delle tante storie della mitologia greca, ossia il mito di Achille, romanzandolo. In questo libro – decisamente inclusivo perché a portata di tutti – vengono raccontati diversi eroi grechi non solo per le loro gesta, ma anche come semplici uomini. Achille e gli altri personaggi vengono dunque umanizzati ed è proprio questo l’aspetto che più mi ha colpita del romanzo.


IO SONO LA STREGA
di Marina Marazza

CASA EDITRICE: Solferino
LUNGHEZZA: 457 pag.
PUBBLICAZIONE: maggio 2020

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LA MIA RECENSIONE


Che ne sarebbe stato di me? Non sapevo più chi pregare, se il diavolo che mi stava castigando o i santi che avevo giurato di abbandonare.

Marina Marazza è un’autrice con una spiccata sensibilità, che racconta storie di donne del passato sicuramente anticonformiste perché forti, indipendenti, coraggiose. In questo romanzo racconta la storia di Caterina Medici da Broni, una donna umile passata alla storia come la strega di Milano, in quanto accusata di stregoneria quando era al servizio di Luigi Melzi e messa al rogo il 4 marzo 1617. L’operazione di Marina è quella di rendere giustizia ad una donna dimenticata dalla storia, il cui unico obiettivo era sopravvivere in un’epoca in cui le donne, nel bene e nel male, avevano sempre un destino già scritto. Partendo da dati storici, l’autrice ha scritto una biografia romanzata che mescola storia e fantasia in un mix perfetto.


le 3 lETTURE PEGGIORI

IL RUMORE DELLE COSE CHE CADONO
di Juan Gabriel Vásquez

CASA EDITRICE: Feltrinelli
LUNGHEZZA:  283 pag.
PUBBLICAZIONE: ottobre 2012

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LA MIA RECENSIONE


“Ecco, Antonio, le cose stanno così”, disse allora: “Ho bisogno che lei mi parli di mio padre, com’era la sua vita alla fine, com’è stato il giorno della sua morte. Nessuno ha visto le cose che ha visto lei. Se tutto questo è un rompicapo, lei ha una tessera che nessun altro ha, non so se mi spiego. Mi aiuterà?”

Questo è uno di quei romanzi che quest’anno mi hanno molto delusa. In realtà non so bene cosa mi aspettassi, ma so quello che ho trovato: una storia potenzialmente stupenda ma scritta male. Questo è un libro poco chiaro, che per la maggior parte ho faticato a comprendere e che, per quanto mi sforzassi, non mi ha lasciato nulla. La storia di per sé (quella di un uomo che scopre il passato di un conoscente con il quale è stato coinvolto in una sparatoria riuscendo così a darsi delle risposte sulla sua identità) non è male, ma è raccontata con degli espedienti narrativi a cui ho faticato a stare dietro. Un romanzo che, purtroppo, non mi ha lasciato nulla se non una grade confusione.


INCENDI
di Richard Ford

CASA EDITRICE: Feltrinelli
LUNGHEZZA: 165 pag.
PUBBLICAZIONE: febbraio 2009

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LA MIA RECENSIONE


“Cerca di non essere troppo deluso da quello che fanno i tuoi genitori” mi disse.
“D’accordo” risposi “ci proverò”.

Se includo questo romanzo nella lista dei peggiori di quest’anno, non è perché non mi è propriamente piaciuto. Piuttosto l’ho trovato asettico, incapace di lasciarmi quella sensazione di attesa, quel desiderio di scoprire cosa accade nel capitolo seguente. Anche questa volta la storia non è male (quella di un ragazzo sedicenne che vede una crisi improvvisa che vivono i genitori, vedendoli per la prima vola spogliati dei ruoli di madre e padre e fragili nella loro identità) ma per l’intero racconto ho percepito costantemente un distacco con i personaggi che non sono riuscita in nessun modo a colmare. Un libro per piacermi non deve solo raccontare una bella storia e farlo in maniera accattivante, ma l’autore deve anche essere in grado di lasciare qualcosa al lettore, creare un legame tramite le parole che vada al di là dell’ultima pagina. In questo romanzo non ho trovato niente di tutto questo e devo ammettere che mi dispiace molto.


MANGIA PREGA AMA
di Eizabeth Gilbert

CASA EDITRICE: Bur Bibliteca Univ. Rizzoli 
LUNGHEZZA: 376 pag.
PUBBLICAZIONE: maggio 2013

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LA MIA RECENSIONE


Così smisi di costringermi a scegliere – Italia? India? Indonesia? e amici che volevo conoscere tutti e tre i Paesi. Quattro mesi ciascuno. Un anno in tutto. Certo, era un sogno leggermente più ambizioso dell’acquisto di una scatola di matite. Ma era quello che volevo. E poi volevo scrivere di tutto questo. Per me non erano tanto luoghi da esplorare, altri viaggiatori lo avevano fatto prima di me; quello che mi interessava era indagare un aspetto di me stessa sullo sfondo di ciascun Paese. Volevo imparare parte del piacere in Italia, l’arte della devozione in India e, in Indonesia, l’arte di bilanciare l’uno e l’altra.

Il film con Julia Roberts (che io adoro) non era male e pur sapendo che è pericoloso leggere un libro dopo averne visto il film, ho deciso di fare questo passo sconsiderato. Non è che mi aspettassi granché e di certo quello era un periodo particolare (in pieno lockdown), ma non credevo di trovare un libro così leggero. L’impressione che avevo avuto guardando il film era di un viaggio di profonda riflessione e seppur non mi aspettassi un racconto pesante, credevo che avrei letto di un viaggio, soprattutto interiore, di un certo tipo. Invece ho trovato un romanzo di certo godibile, ma per me veramente troppo leggero.


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