Il Bosco di Mestre Carpenedo

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E’ strano accorgersi di come si possa cambiare opinione con il passare degli anni. Quando ero una ragazzina sognavo di vivere in una città assordante, talmente piena da non avere tempo e modo di pensare. Mentre oggi mi sorprendo a cercare quella natura da cui sono scappata. Un luogo in cui perdersi, in cui sentirsi se stessi, in cui riempire gli occhi di immagini mozzafiato.
Il Bosco di Mestre
Il giorno di Pasqua io e Antonio siamo stati al bosco di Mestre Carpenedo. Essendo da soli anche in occasione di questa festività (come se Natale e Capodanno non ci fossero bastati), avendo perso il grande pranzo in famiglia, la corsa per aprire le uova di cioccolato, la passeggiata sul lungomare eccetera eccetera eccetera, abbiamo deciso di fare qualcosa di nuovo. Una di quelle cose che dici “dobbiamo andare là” e poi immancabilmente non fai. Per tanti motivi stupidi.

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Parco San Giuliano – Mestre

Immaginate un posto in cui vi vengono regalati momenti inaspettati. Attimi in cui nella natura vi sembra di scorgere qualcosa di magico. La mano di Dio. Un segno del destino. Un incantesimo del cielo.Perché ci sono certi momenti e una certa luce, in cui tutto sembra al suo posto. Mi perdo in questo cielo dipinto a mano. In questo sole che da l’illusione di scaldarti la pelle. Tra il volo dei gabbiani e un cane che abbaia al suo padrone. 
Questo è il Parco San Giulianodi Mestre. Un parco di cui abbiamo sentito parlare sin dal primo giorno, ma che abbiamo avuto l’occasione di scoprire solo ieri. Si estende per ben 700 ettari e si affaccia direttamente sulla laguna di Venezia, città che si può scorgere all’orizzonte. Tralasciando le antenne che si intravedono in lontananza, è in assoluto il mio posto preferito qui a Mestre. L’unico in cui una giornata di sole può diventare speciale e magari farmi sentire un pò a casa.
Questa natura è così diversa da quella a cui sono abituata. Qui non c’è niente di scomposto, niente di abbandonato, niente che possa sembrare essere nato lì per caso, seminato dal vento in un giorno di primavera. C’è solo una natura ordinata, con i suoi sentieri precisi, le panchine affacciate sulla laguna, le anatre che nuotano indisturbate nei laghetti artificiali.
Magari può sembrare un pò finto e costruito o semplicemente curato. Ciò che conta è che un parco come questo l’ho sempre immaginato.Un posto in cui poter andare a correre o a fare una passeggiata in bicicletta. Un posto in cui potersi sedere sull’erba soffice e leggere un buon libro. I cani qui corrono liberi e i bambini imparano a pattinare. Una coppia chiacchiera silenziosa, mano nella mano. Una mamma passeggia con la carrozzina. Gli amici si incontrano. E non solo. Mi sono informata. Pare che qui si organizzano diversi eventi, soprattutto durante il periodo estivo. Concerti, eventi culturali, manifestazioni sportive. Fra tutti la “Festa del Vento” (raduno aquilonistico internazionale), il Salone Nautico di Venezia, la messa celebrata da Papa Benedetto XVI nel maggio 2011, l’Heineken Jammin’ Festival.
 
Ma al di la di questo, sono i posti come questo quelli che amo. Posti in cui sentirsi libero. In cui tutte le paure sembrano scomparire all’improvviso. Posti in cui sentirsi piccoli. Perché di fronte a un tramonto mozzafiato, a un cielo che si tinge di tutti i colori dell’arcobaleno, a un sole incandescente, è inevitabile sentirsi così. Ma soprattutto amo i posti come questo perché sono i posti che mi fanno sentire bene.

Fotografie di Antonio Bruno Photography.