“La spia” di Paulo Coelho

Innocente? Forse non è la parola esatta, Non sono mai stata innocente da quando ho messo piede in questa città che amo tanto. Pensavo di poter manipolare tutti coloro che miravano ai segreti di stato; immaginavo che tedeschi, francesi, inglesi, spagnoli non avrebbero saputo resistere alla mia persona – alla fine, però, sono stata io a venir manipolata. Sono sfuggita ai crimini che ho commesso, il più grade dei quali è rappresentato dal fatto di essere una donna emancipata e indipendente in un mondo governato dagli uomini. Mi hanno condannata per spionaggio, mentre mi sono limitata a raccontare soltanto i pettegolezzi dei salotti dell'alta società.

Sono sempre stata una grande fan di Paulo Coelho, del quale ho letto quasi tutti i libri, per cui quando è uscito La spia non vedevo l'ora di leggerlo. Ero molto curiosa di scoprire qualcosa di più sulla protagonista del libro (personaggio di cui avevo letto qualcosa in giro e sul quale volevo sapere di più), ma soprattutto ero certa che Coelho non mi avrebbe delusa. Mi sbagliavo alla grande.

Quando arrivammo a casa, mi diressi subito nella mia camera e cominciai a radunare le mie cose. Rudolph crollò sul divano, completamente sbronzo. L'indomani mattina, si svegliò e consumò una ricca colazione servita dai domestici; poi, quando venne nella mia stanza, vide le valigie. Fu la prima volta che affrontò l'argomento.
"Dove pensi di andare?"
"In Olanda, con la prossima nave. Oppure in paradiso, appena ne avrò l'occasione, come la moglie di Andreas. Decidi tu."
Fino a quel momento aveva sempre e soltanto impartito ordini. Adesso il mio sguardo doveva essere davvero cambiato perché, dopo un attimo di tentennamento, lasciò la mia camera e uscì di casa. Quando rientrò, la sera, disse che avevamo proprio bisogno di una vacanza: avrebbe preso quella lunga licenza che gli spettava di diritto. Due settimane dopo, partimmo con la prima nave diretta a Rotterdam.
Ero stata battezzato con il sangue della moglie di Andreas. Con quello strano rito battesimale, mi ero liberata per sempre, anche se nessuno poteva dire dove mi avrebbe portato la nuova libertà.

La spia di Paulo Coelho, pubblicato nel novembre del 2016, racconta la storia di Mata Hari, ballerina e agente segreto condannata alla pena capitale per la sua attività di spionaggio durante la Prima Guerra Mondiale. Personaggio affascinante e ricco di sfumature, viene raccontato da Coelho in questo libro il quale non ha la pretesa di essere considerato come una biografia ufficiale, in quanto l'autore dichiara di aver mischiato eventi realmente accaduti a personaggi, dialoghi e circostanze inventati. Nonostante questa premessa, conoscendo lo stile di Coelho, ero certa che il romanzo mi avrebbe conquistata – come vi avevo raccontato qui – e invece è stato un grosso buco nell'acqua, aggravato proprio dalle mie aspettative positive. Il motivo per il quale il romanzo non mi è piaciuto è che l'ho trovato troppo confusionario. Il romanzo non ha una narrazione che mi ha coinvolta e inoltre è diviso in tre parti che, nel mio caso, hanno staccato il ritmo della lettura: dopo un'introduzione in cui si racconta l'uccisione di Mata Hari, le prime due parti altro non sono che il racconto che la stessa protagonista fa della sua storia sotto forma di lettera che scrive al suo avvocato quando è in attesa di conoscere la sua pena, mentre la terza parte è una lettera che scrive l'avvocato prima del loro ultimo incontro, nella quale racconta il processo, gli sbagli giudiziari e i pregiudizi che hanno portato il presidente della Repubblica a rifiutare la grazia. Il tutto è intervallato da ritagli di giornale dell'epoca o scatti di Mata Hari, della cui presenza onestamente non ne capisco il senso (il tutto aggravato da una qualità che lascia molto a desiderare).

Io, però, non volevo essere ancora come lei, coma la donna che aveva fissato negli occhi la moglie di Andreas e compreso il senso del suo sacrificio. Colei che mi aveva detto, sia pure con parole differenti, che la nostra esistenza è pianificata fin nei minimi dettagli: nascere, studiare, frequentare l'università per trovare un marito, sposarsi – fors'anche con l'uomo peggiore del mondo, solo perché le malelingue non dicano che nessuno ci vuole -, avere figli, invecchiare, trascorrere gli ultimi anni sedute davanti alla porta di casa guardando i passanti e fingendo di conoscere tutto della vita, ma senza riuscire a zittire la voce del cuore che ripete: "Avresti potuto imboccare una strada diversa, fare qualcos'altro."

La verità è che in questo romanzo non ho trovato nulla del Paulo Coelho che io conosco e che ho sempre amato. Ma soprattutto non mi è piaciuto il modo in cui è stato descritto il personaggio di Mata Hari. Si passa da stralci in cui viene dipinta come una donna indipendente e contro tendenza, moderna, che vuole sfuggire al destino prestabilito delle donna (ossia quello di sposarsi e avere figli) ad altri passaggi in cui si parla di una donna priva del senso del limite, di dignità, avida e sconclusionata. Cosa devo prendere per vero? Devo credere che Mata Hari sia stata una donna carismatica e affascinante, la quale ha sfidato la mentalità dell'epoca, o che è stata una donna senza arte né parte, il cui unico modo per tirare avanti era quello di ricorrere a mezzucci che farebbero vergognare ogni donna? Onestamente non l'ho capito. Potrebbe essere che questo personaggio sia entrambe le cose, ma Coelho non la descrive coma una donna complessa e interessante, ma ai miei occhi l'ha descritta come una donna piccola e insignificante, il cui unico obiettivo era quello di fare soldi.

Io ritengo che voi, Mata Hari, volevate creare intorno alla vostra figura storie straordinarie – per insicurezza, forse, oppure per un forte desiderio di essere amata a qualsiasi costo. E credo anche che, per manipolare uomini esperti nell'arte di condizionare pesantemente gli altri, serva comunque una certa fantasia. L'accusa ha messo in relazione fantasia e malafede, e ne ha ricavato una realtà. Che vi ha portato dritto nel luogo dove vi trovate ora.

Va da sè che questo, dal mio punto di vista, è un libro sconsigliatissimo, del quale non sono riuscita a coglierne il senso, soprattutto in quanto donna. Tuttavia se tra di voi c'è qualcuno con un parere diverso sono pronta a discuterne: amo troppo Coelho per cedere a questa delusione.


La spia – Paulo Coelho

Casa editrice: La nave di Teseo
Lunghezza: 206 p.     
Formato Kindle: € 9,99
Copertina Rigida: € 14,45

La mia letterina a Babbo Natale

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Ebbene e sì, Natale è ormai alle porte. Questo vuol dire luci in giro per la città, panettone a colazione ed elenchi infiniti di parenti a cui dire “Ciao!” (almeno per chi, come me, vive fuori). Ma la cosa del Natale che ogni anno più mi mette ansia è quella dei regali. Cosa compro? Sono ancora in tempo? Gli/le piacerà? Ecco perché sono ormai un bel pò di anni che ho il mio metodo per cercare di evitare questo tipo di problemi e la soluzione è una: dare alla mia famiglia e ad Antonio – le uniche persone con cui ormai mi scambio i regali di Natale – una lista dei regali che mi piacerebbe ricevere. Oltre a cianfrusaglie varie, chiedo sempre dei libri. Quest’anno poi è stato semplicissimo: mi è bastato andare a dare uno sguardo al mio carrello di Amazon. Qual è il risultato? Un mix di classici e nuove uscite, ma anche di romanzi che mi sono ripromessa di leggere da un bel pò di tempo e che poi – tra una spesa e un’altra – non ho mai acquistato. Ovviamente la lista di libri è del tutto personale, ma penso che potrebbero essere delle idee carine per i vostri regali di Natale. Continua a leggere

“Il manoscritto ritrovato ad Accra” di Paulo Coelho

51y1wd7x9zl-_sx331_bo1204203200_Sono ormai diversi anni che leggo Paulo Coelho. E’ uno dei pochi autori che seguo costantemente e di cui ho letto tutto (o quasi).

Ho comprato “Il manoscritto di Accra” la settimana scorsa (in realtà, me l’ha regalato Antonio) e ho iniziato a leggerlo giovedì 2 maggio. Venerdì l’avevo già finito. E’ che Coelho usa parole vere, semplici, che ti arrivano dritte al cuore. E’ impossibile impiegarci più tempo. Continua a leggere